Il sentiero

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Mi ero fermato sul ciglio della strada per un motivo molto pratico, in realtà. Dovevo fare la pipì. Quasi per caso notai quel sentiero, che si perdeva nel bosco. A volte si fanno cose senza un motivo preciso. Mi piacciono queste situazioni. Quando senti che dovresti farlo, ma non sai perché. Forse lo scoprirai fra un po’, se ti fidi di quell’istinto, di quell’intuizione. E fu così che mi spinsi ad entrarvi, a dispetto di chi mi stava aspettando altrove, a dispetto di tutto.  Non so per quanto tempo ho camminato, ad un certo momento notai che faceva buio, ma stranamente la cosa non mi metteva paura. Anzi. Quasi quasi non vedevo l’ora che accadesse, di trovarmi lì nella completa oscurità. Pensavo, in modo del tutto arbitrario e fantasioso, che ero perfettamente al sicuro dentro quella notte. Dentro quel bosco che sentivo amico. Pensavo, in modo magico, che gli animali non mi avrebbero percepito come un estraneo e sarei stato del tutto ignorato. Come il ramo di un albero, come una vecchia radice, come un sasso piantato in terra chissà da quanto. Ogni tanto mi sfioravano, di passaggio, pensieri provenienti dalla mia vita. Persone, situazioni di lavoro, ricordi irrilevanti, affiorati chissà perché. Mi sembravano lontani e ovattati, visti da qui. L’importanza delle cose subiva strane distorsioni. Pensai che non mi ero mai concesso di perdermi davvero. Ero sempre stato disciplinato, dedito a rassicurare chi poteva preoccuparsi per me. O chi desiderava semplicemente avere il controllo su di me. Perché lo avevo fatto? Forse per una vecchia abitudine, forse per uno scambio commerciale mercantile, forse perché mi ci ero semplicemente trovato. Come ora mi trovavo semplicemente qui. Riascoltai per un momento la sensazione di allarme, di quando correvo incontro alle aspettative di qualcuno. L’urgenza di non deludere, di non essere rimproverato. Mi sentii infantile in quel momento, mi accorsi di come poteva essere infantile tutto questo. Ma non ci avevo mai pensato prima. Dovevo trovarmi qui nel bosco, quasi completamente al buio ormai, per potermene accorgere. Mi misi a sedere, su una specie di sasso piatto, e restai lì a pensare. Sarei tornato, prima o poi, da chi era importante per me. Non sentivo la paura di perdere nulla, di ciò che era mio. E questo mi rassicurava profondamente, in un modo del tutto nuovo. Ma ora volevo restare semplicemente lì, senza preoccuparmi di niente. Mi sentivo a mio agio e solo questo volevo che avesse importanza adesso.

Poi un giorno tornai. Non so quanto tempo era trascorso da allora. Tutto era cambiato nel frattempo. O forse nulla. Forse solo il mio sguardo era cambiato. E di conseguenza il mondo.

  1 comment for “Il sentiero

  1. Donata
    15 aprile 2017 alle 8:48

    Il mio navigatore di ultima generazione non permette ancora che io mi perda. Appena ne avrò il coraggio lo porterò in discarica e mi incamminero’ per sentieri nuovi. Grazie di cuore per l’ispirazione

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