Il falò

Schermata 2016-03-21 alle 00_Fotor

photo by Michelle Pederson

http://michellepederson.tumblr.com

 

Quando avremo bruciato le nostre vecchie o più recenti ambizioni, forse ci sentiremo disorientati. Ambizioni di glorie sportive, di trofei da vincere con la squadretta del quartiere. D’importanti chiamate di lavoro, che finalmente dimostreranno un successo evidente, anche ai più scettici. Di titoli scolastici o professionali, che riscatteranno i sacrifici e le speranze di tutta una famiglia umile e laboriosa. Per generazioni contadini e operai. Oppure più modestamente di una macchina veloce, di una casa nuova, di un vestito elegante, che pure danno una sensazione di sicurezza e importanza, cui possiamo essere umanamente sensibili. Ma c’è ancora tempo per inseguire tutto questo. Non è ancora il momento.

Quando avremo bruciato le nostre feroci e totalizzanti rabbie di bambini, saremo un po’ meno rossi in viso. La rabbia e l’odio contro le ingiustizie del mondo, che da piccoli ci facevano tirare calci contro le porte, ogni tanto ci riguardano ancora. Una maestra cattiva urlava cose che ci facevano vergognare, una mamma che diceva di no alle nostre richieste, un compagno che sapeva come prenderci in giro, toccando nel punto scoperto, che bruciava di più. Già che ci siamo dovremmo bruciare anche il bisogno di rivalsa, che a volte è l’unico motore capace di animarci. Contro chi non ha creduto in noi, contro chi ci ha illuso e abbandonato, contro chi sembrava nostro amico e invece non lo era. Un po’ di Citrosodina, per tutta questa acidità.

Quando avremo bruciato la paura di perdere qualcosa, qualunque cosa animata o inanimata cui teniamo tanto, sono certo che ci sentiremo leggeri. Una persona, un cane, un bricco per bollire l’acqua, regalo di una zia buona, che ci ha voluto tanto bene. Oppure la nostra immagine sociale, la “facciata”.  Se la bruciassimo potremmo non preoccuparci di fare una brutta figura, di essere giudicati poveri, incapaci, piccoli, inadeguati, ridicoli e presuntuosi. Quello sarebbe un grande passo, perché ora magari siamo bisognosi di tutto. La paura di essere abbandonati abita nel nostro cuore, proprio al centro del petto. E ci prende come una stretta al solo pensiero che qualcosa o qualcuno finirà. Ma sarebbe un peccato di empietà, se non fosse così.

Insomma, quando avremo bruciato tutto questo, allora saremo pronti.

Io, che ancora sono qui a fare colazione al bar, a guardare se il Milan ha vinto, a pensare che ho una brutta faccia stamattina, vuol dire che non sono pronto.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: