Una spiaggetta sull’oceano

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Porz Guen, Cote Sauvage. Brittany, France

Foto by Thorsten Nunnemann Photography

http://thonu.tumblr.com

 

Proprio in una giornata come questa, di sole caldo, vento forte e cieli tersi, io e i miei amici ci trovavamo nel nord della Francia, a conclusione della nostra vacanza. Avevamo deciso di affittare delle bici e siamo partiti verso la “cote sauvage”, un frastagliato tratto della costa bretone, celebre per le scogliere a picco. Abbiamo passato lì buona parte del pomeriggio, un po’ storditi dal vento e con le nostre coscienze affacciate sull’oceano. Incantati a guardare le onde e il paesaggio, inusuale per noi; nessuno aveva tanta voglia di parlare.

C. mi racconta un sogno che ha fatto. C’erano immagini di guerrieri e battaglie, lui osservava tutto dall’alto. Aveva la sensazione di scorrere, come in un libro, la storia di popoli antichi vissuti in Sicilia, la sua terra d’origine. E poi la nascita, la morte, il lavoro dei campi, la gioia, il dolore, la speranza, il tradimento, come se in un un’unico respiro potesse contemplare tutte quelle storie di uomini e donne, vecchi e bambini. Ha provato un profondo senso di compassione, lo ha definito così, per tutta quell’umanità passata e per le sue tribolazioni. Da dove vengono queste immagini? A chi appartengono?

Il grande Nikola Tesla, geniale inventore serbo vissuto a cavallo tra l’800 e il 900, è conosciuto per i suoi importantissimi contributi nel campo dell’elettromagnetismo e per i numerosi brevetti; con il suo lavoro è stato determinate nel segnare l’avvio della seconda rivoluzione industriale. Qualcuno lo ha definito “l’uomo che inventò il Ventesimo secolo”. Leggendo la sua autobiografia si scopre che lui non arrivava a concepire le sue invenzioni attraverso calcoli e ragionamenti, bensì attraverso “visioni”. Aveva una particolare capacità di vedere in maniera precisa e dettagliata, come attingendo da una fonte immateriale, macchine, congegni e oggetti non ancora esistenti. Solo a quel punto procedeva alla loro realizzazione concreta, copiandoli dal progetto che aveva nitidamente visualizzato nella mente.

Lo psicanalista Carl Gustav Jung, uno degli allievi di Sigmund Freud, aveva ipotizzato che esistesse una specie di Internet delle coscienze individuali, che aveva chiamato “inconscio collettivo”. Una sorta di connessione invisibile fra tutte le memorie di chi vive e ha vissuto sulla Terra, capace di creare un bacino sterminato d’informazioni visive, sonore, sensitive ed emozionali. Certi sogni, l’esperienza degli inventori visionari, le intuizioni che a volte abbiamo rispetto a qualcosa che poi succederà: la nostra coscienza potrebbe assomigliare a quella spiaggetta della costa selvaggia, affacciata su un oceano di informazioni condivise. In certe notti di mare mosso qualcosa arriva sulla riva. Al risveglio ci capita di trovare sul bagnasciuga oggetti sconosciuti, come una scarpa, un mobiletto o un vestito. Oppure un messaggio nella bottiglia.

  2 comments for “Una spiaggetta sull’oceano

  1. donata
    26 giugno 2015 alle 17:00

    Una notte come tante anche io ho alzato le vele e sono partita. Ho incontrato un sorriso ed un abbraccio che non aspettavo ma,indimenticabile,il mio bambino appena nato è stato cullato da Anna ,anima già fuori dal nostro tempo. Con delicatezza glielo ho appoggiato fra le braccia e lei ha detto ” è bellissimo” e se ne è andata.Vero Gregorio è bellissimo e…..speciale.Al risveglio ho trovato, un regalo .

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