Quando cambia il vento

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Foto di Shayd Johnson

http://xshaydx.tumblr.com

Come in una stazione, riuscita metafora della nostra condizione umana, ci sono quelli che arrivano con il vento di un altrove. Quelli che il vento se li porterà via. Quelli che aspettano. Pazienti o meno. Finché il vento, prima o poi, cambierà.

Prima del temporale. L’aria diventa più fredda, il vento soffia forte, in modo impertinente ti spinge. Addirittura fa sbattere le finestre, fa cadere gli oggetti per terra. Si percepisce una tensione crescente, che presto tenterà di sfogarsi. Tutti abbiamo visto com’è un’esplosione, ma non è detto che accada. Nel caso ci saranno briciole per terra e forse macchie di sugo sul divano. Oppure finirà per implodere, precipitando in una buia voragine interiore.

Sarebbe bello imparare ad ascoltare il vento. Frequenti un posto che ami molto, avevi sognato di farne parte ancora prima di sapere che esisteva. E’ sempre attraente l’idea di passare qualche ora lì, tanti ricordi stratificati nel tempo; il suono della complicità nelle risate fatte di gusto, il calore della vicinanza. Poi un giorno riconosci una sconosciuta sensazione, uno stupore lieve e sommesso l’accompagna. Certi corridoi appaiono improvvisamente freddi. Qualcosa stà per accadere: quando te ne accorgi, prestando attenzione a questi dettagli, in realtà il vento è già cambiato.

Le cose non succedono mai, fintanto che, un giorno, succedono. Che strano. Tutto è diverso, in pochi istanti. Sarebbe bello aver scattato almeno una fotografia, oppure mi viene il dubbio di avere solo sognato. Quest’idea, per un attimo, mi lascia senza fiato.

Quando il vento ti porta via, dapprima, il respiro diventa meccanico e superficiale, come se una fredda macchina lo regolasse. Forse a quel punto uno se n’è già andato, chissà. Poi il tempo tra un respiro e l’altro si allunga e ti chiedi se ce ne sarà ancora uno dopo. Ad un certo momento intuisci che l’ultimo sta per arrivare e assomiglia ad un sospiro. Quando è disabitato il corpo si trasforma. Come un’abito che viene lasciato sul letto. C’era una presenza che sentivi, come qualcosa che ancora si muove. Ora c’è un’assenza; assomiglia ad uno spazio vuoto di quiete fredda, che ti fa piangere.

  2 comments for “Quando cambia il vento

  1. 6 aprile 2015 alle 20:25

    Il vento prima del temporale è quello che preferisco;
    è un’attesa urgente, elettrica,viva.
    A volte non sei pronto, il vento è cambiato troppo in fretta e tu
    sei rimasto indietro.
    Altre volte, non vedi l’ ora che il vento porti burrasca;
    sei pronto, attento, e solo nell’ occhio del ciclone
    respiri.

    A volte capita anche di ripensare
    a quante volte, camminando in montagna,
    improvvisamente cambia il vento.
    E controvento sorridi.

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    • 7 aprile 2015 alle 12:42

      Anche io adoro il vento prima del temporale e in generale l’atmosfera di quelle situazioni.
      Un saluto M.

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