Tutta roba vecchia

 image

“Hunting the light”

http://iso500instants.tumblr.com

 

Conoscevo un signore anziano che conservava meticolosamente le cose dentro a dei bauli. Giornali, oggetti di vario tipo, vestiti di tutte le epoche, attrezzi che erano serviti quando aveva un’altra età. Spesso ci scriveva sopra il suo nome, come a rimarcarne la proprietà. Per lui doveva essere rassicurante tenere queste cose sotto controllo. Forse teneva sotto controllo la sua vita, forse sentiva che gli stava sfuggendo via. Forse. Un bagaglio pesante, quel signore anziano, teneva sempre con sé. Un odore rancido si sentiva in casa sua. Diventano opachi gli oggetti quando non hanno più parte attiva nelle giornate di qualcuno.

Il tenente Giovanni Drogo, nel “Deserto dei Tartari”, a un certo punto del romanzo torna a casa, nella sua città, per riprendere la vita lasciata in sospeso alcuni anni prima: prima di partire per la fortezza Bastiani. Aveva lasciato tante promesse, ma ora non resta niente. L’anziana madre è presa dalle sue occupazioni senili. Con la ragazza di cui era innamorato non c’è più sintonia. Gli amici sono sposati e non più disponibili a serate e scorribande. Non resta che tornare alla fortezza. Non c’é più vita nella sua vecchia vita.

W, che arriva oggi, racconta la sua storia. Ha già riflettuto tanto su di sé e si aspetta le mie domande. Con pazienza e disciplina parla dei suoi genitori, della sua infanzia, delle cose brutte che gli sono capitate, come dei momenti belli. Il suo racconto è un boccone masticato infinite volte ma mai digerito. Ora dice che ha una grande voglia di sputare. Vuole disimparare tutto quello che sa di sé stesso, vuole essere raccontato da un altro narratore. Magari anche un po’ distratto e pasticcione, purché differente. Piange perché è stanco di tenere in bocca una gomma da masticare, che non ha più alcun sapore. Non c’è più vita nei soliti racconti che fa di sé stesso.

La roba vecchia ha un sapore, un colore, un odore, una consistenza. Come una battuta già detta. Magari la prima volta aveva fatto ridere di gusto, era arrivata spontaneamente, come un fulmine amico. Poi però non funziona più, è una pietanza tirata fuori dal frigo dopo tanti giorni. Difficile far ridere, se non ci si diverte. Difficile mantenere desti gli altri, se ci annoia. Difficile stupire, se non si è disposti a correre il rischio di stupire innanzitutto sé stessi.

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: